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In
aiuto ai più deboli!!!
Sino
dalla sua prima stesura lo Statuto dell'AVSA anticipava un'interpretazione molto
ampia del concetto di assistenza, suggerendo che questa potesse manifestarsi
anche in direzioni diverse dal pronto soccorso o dall'accompagnamento.
Questa possibilità ha trovato un'applicazione decisamente originale con "Casa
Famiglia" il suo terzo polo di attività; un'idea innovativa e una formula
moderna sulle quali è stato costruito un servizio per fronteggiare uno dei più
diffusi problemi sociali del nostro tempo e cioè la mancanza di una continuativa
presenza accanto ai più deboli e soprattutto agli anziani.
Il problema degli anziani si è affacciato nella nostra società come conseguenza
sia dell'allungamento dell'età
media della popolazione sia dei cambiamenti avvenuti nelle strutture abitative e
nelle famiglie.
Grandi palazzi
condominiali nei quali la porta di casa spesso si chiude sulla solitudine hanno
preso il posto della "corte", habitat della tradizione contadina nella quale
sotto porticati e balconi comuni tra vicini di casa solidarietà e mutua
assistenza costituivano una meravigliosa consuetudine.
Del tutto o quasi sparita l'attività rurale sulla quale si sosteneva la famiglia
patriarcale e aumentata anche l'assenza femminile a causa di attività sempre più
frequentemente svolte fuori casa, il disagio prodotto dalla nuova civiltà ricade
vistosamente sulle fasce meno difese quali portatori di handicap, persone
anziane, sole, o affette da malattie debilitanti e genericamente su chi anche
solo temporaneamente è privo di autonomia,
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II problema è destinato a crescere e renderà indispensabile la creazione di
piccole e capillari strutture di accoglienza come quella della nostra AVSA, che
persino la Caritas ha indicato come esempio di sviluppo.
Il progetto "Casa Famiglia" è derivato dal riscontro e dall'analisi di
difficoltà ricorrenti sul territorio e delle loro tipologie, tutte riconducibili
a persone meno dotate in termini di autosufficienza, impossibilitate a
fronteggiare quelle improvvise emergenze che talvolta si presentano come nodi
inestricabili che sembrano bloccare e rendere impervia la tranquilla linearità
di un'esistenza.
"Casa Famiglia" non è stata pensata come casa di ricovero ma piuttosto come nido
confortevole e sicuro nel
quale può periodicamente transitare chi attraversa momentanee difficoltà in
attesa che queste si sciolgano.
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In
sostanza si tratta di una casa di accoglienza per pazienti dimessi dall'ospedale
e senza supporto domiciliare, persone sole in condizioni di acuta o temporanea
disabilità da assistere fino al recupero delle forze, anziani bisognosi di aiuto
ai quali è improvvisamente o anche temporaneamente venuto a mancare il sostegno
della famiglia, reduci da patologie invalidanti, persone sole in fase terminale,
A queste ed altre emergenze "Casa Famiglia" offre un riparo assistito, un
ambiente sereno e la costante presenza di volontari che aiuteranno a superare la
sfavorevole congiuntura.
Dopo un certo periodo, e recuperata l'autosufficienza, l'ospite lascia "Casa
Famiglia" per rientrare nel proprio
ambiente. Se questo non si rivelerà possibile, sarà cercata una diversa
soluzione di ricovero definitivo.
L'assistenza è talvolta offerta anche alle famiglie che solitamente si occupano
di un anziano; avviene quando
nella stessa si ammala un altro membro, nei casi di temporanea impossibilità a
fornire assistenza per contingenti e documentate difficoltà ma anche per
sollevare - perché possa permettersi un periodo di vacanze - le persone
che per il resto dell'anno si occupano di lui. Sollevare momentaneamente il care
giver, cioè chi da assistenza, da
un'incombenza a volte molto gravosa equivale spesso a una cura rigenerante, di
rilevante portata civile e particolarmente apprezzata da chi la riceve. Casa
Famiglia è nata nel 1995 e ha trovato la propria prima sede in alcuni locali di
Villa Comi messi a disposizione dal Comune e che l'AVSA ha convenientemente
riadattato.
Può ospitare dalle 4 alle 5 persone e nel corso dell'anno da questa struttura
transitano complessivamente dalle 20 alle 30 persone.
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